1992-1994 e’ il biennio in cui, una crisi finanziaria dovuta a malgoverno
ed eccessi della classe politica, vede l’Italia fuori dallo SME e svalutare la
lira. Gli italiani credono che muoia la Prima Repubblica e l’Italia volti
finalmente pagina: Mani Pulite, la scomparsa della DC, del PSI, nuovi partiti e
nuova legge elettorale, il Mattarellum.
L’anomalia del tutto Italiana, del passaggio alla Seconda Repubblica, si
riscontro’ nel cambiamento che avvenne all'interno del sistema politico, piuttosto
che nel cambiamento del sistema politico stesso.
Cosi’, le facce dei nuovi governanti erano si nuove ma non sconosciute, il
loro modus operandi lo stesso di quello della classe dirigente precedente, il
loro status quo non intaccato. Cosi’ come cambia il dittatore nel passaggio di
mani tra padre e figlio, il passaggio alla Seconda Repubblica ha visto la
vecchia classe dirigente scalzata dalla presunta nuova, che poi nuova non era, perché’ figlia della stessa che stava scalzando: erano i delfini.
2011-2013 la crisi di credibilità dell’Italia e la conseguente crisi
finanziaria mette a nudo il problema di malgoverno ed eccessi della classe
politica, gli stessi della Prima Repubblica. La risposta che la politica cerca
di dare, oggi come allora, sta nel cambiamento all'interno del sistema
politico, anziché un cambiamento del sistema politico stesso. Cioè il
passaggio ad una Terza Repubblica che e’ solo di nome ma non di fatto, perché
sostanzialmente di diverso non ci sarebbe nulla.
Chi non ha la memoria corta dovrebbe ricordarsi ciò che accadde nel 1996.
L’oggi acclamato Presidente della Repubblica, Napolitano, seppur candidato in
un collegio uninominale ed in tre collegi proporzionali non venne eletto, ma
venne comunque nominato ministro degli interni. Cioè se protestavi in piazza
per questa cosa, ti trovavi li’ la polizia che, “democraticamente” mandata da
Napolitano (non eletto), ti poteva riempire di mazzate. Di democrazia io ne
vedo ben poca qui.
Oggi, leggo la notizia che Casini (8 legislature, 29 anni e 5 mesi da
parlamentare) si e’ candidato come capolista in cinque Regioni. Che sarebbe
successo se si votava con l’uninominale e non lo eleggevano come accadde per Napolitano?
Lo avrebbero fatto passare in silenzio nominandolo Papa (cioe’ Presidente della
Repubblica) con al conclave Fini Rutelli e D’Alema? In Italia tutto e’
possibile, il popolo italiano sembra ormai assuefatto accettando con fatalismo anche illegalità e cattivi
servizi, percependoli come prassi [Einaudi].
Chi non vuole vedere una continuità tra Prima e Terza Repubblica, chi non
vuole capire che l’unico cambiamento sta all'interno del sistema politico
faccia mente locale alla legge elettorale. Andrete a votare mettendo la croce
su un simbolo non sapendo a quale faccia quella vostra croce sia poi associata.
Non ti e’ permesso scegliere, le liste sono bloccate, c’e’ il premio di
maggioranza, e le primarie non si sostituiscono ne’ curano le carenze del sistema
elettorale che rimane sempre un sistema elettorale proporzionale con liste
bloccate che decide la composizione del parlamento.
La classe politica sta tentando di rigenerarsi con i delfini che avanzano
protetti dal sistema elettorale e controllati/protetti dagli elefanti della
politica.
La legge elettorale, una legge che facesse scegliere il popolo non la
voleva e non la vuole nessuno: il maggioritario, l’uninominale, fa paura. Due o
tre partiti toglierebbero dalla scena, e dall'aggravio sul bilancio dello Stato,
tanti padreterni che sarebbe ormai bene ora di licenziare.
E cosi’, come nel 1994 gli Italiani a 20 anni di distanza andranno a votare
con una legge elettorale propria di un alchimista costituzionale, pensando,
sperando di voltare pagina. Speranza vana, purtroppo.
La compagine che si appresta a presentarsi alle elezioni sembra ormai
chiara cosi’ come chiari sono gli intenti di politica economica (almeno a
grandi linee) dei contendenti.
Tutti dicono di abbassare le tasse, quindi se il vostro scopo nel votare e’
di vedere meno tasse, andare alla cieca (falsi invalidi e non), e mettere una
croce su uno dei tanti simboli non fa differenza
Tutti parlano di crescita come soluzione al problema, quindi se il vostro
scopo nel votare e’ di vedere il PIL correre vale quanto sopra.
Se lo scopo della politica economica e’ comune a tutti, le modalità sono
invece incerte visto che nessuno dice come farlo, se non Fermare il Declino di
Oscar Giannino che, indipendentemente dall'esserne in comune accordo, usa bene
numeri per descrivere un’idea e la sua fattibilità.
Che la speranza di voltare pagina sia vana, lo dice il fatto che nessun
partito parla, in maniera concreta, del cambiamento del sistema politico
stesso. Anche qui forse c’e’ un’eccezione. Tutti tranne Grillo, indipendentemente dall'esserne in comune accordo, sono per
facce nuove dei governanti ma non sconosciute, il loro modus operandi lo stesso
di quello della classe dirigente precedente, il loro status quo non intaccato.
Con promesse economiche vane o irrealizzabili perché portate avanti da un
partito che ahimè, avrà, se nessuna, una minima rappresentanza, e la speranza
di cambiamento riposta nel genovese che era marcito nello yogurt gli Italiani
saranno costretti a confrontarsi con un teatro politico non dissimile da quello
dei 30 anni passati. Grillo magari fa ridere, e’ un bravo comico, ma gli
italiani, l’Italia, non ha bisogno di ridere, non c’e’ da ridere c’e’ da
piangere.
A destra e sinistra ci sono frammenti di partiti che grazie al sistema
elettorale andranno soli per potersi “finanziare elettoralmente” cioè
continuare a mungere la vacca Stato a vantaggio del popolo a detta loro. Fatti
salvi questi, gli schieramenti, con annesse accozzaglie di cui sopra, sono:
- Lega-Berlusconi
(o prestanome): addossano le colpe dello stato di cose all'Euro e alla
Germania. Soluzione? Uscire dall'Euro
- Monti:
appoggiato dai nonni della politica, Fini Casini, insieme 60 anni da
parlamentari, addossa le colpe dello stato di cose alla mala-gestione politica, quasi un je m'accuse, visto che loro con Berlusconi ci hanno
governato. Soluzione? Quella precedentemente applicata: false
liberalizzazioni, false riforme, tasse.
- PD: con
l’aurea vagamente di sinistra addossa le colpe dello stato di cose alla mala-gestione politica e finanza. Soluzione? Si differenzia da Monti perché non vuole liberalizzazioni anche se false, ma vuole false riforme e
tasse. La finanza andrebbe cancellata (Boccia-Fassina) perché’ quello che
non capisci va eliminato
- Sinistra:
la più’ frammentata, accozzaglie di partiti e partitini che proclama la
necessita’ di esistere perché rappresentano una categoria, la cui numerosità’ e’ irrilevante, che addossa le colpe dello stato di cose all'Euro e alla finanza. Soluzione? Uscire dall'Euro, default
- Grillo:
sostiene che lui non conta, ma ha formato una classe di politici che lo
ascolta e concorda su quanto dice. Addossa le colpe dello stato di cose all'Euro e alla mala-gestione politica. Soluzione? Uscire dall'Euro,
default, statalizzazione con ritorno forse al modello IRI che ha poi partorito
Prodi (collegamento Prima-Seconda Repubblica)
Chiaramente l’Italia politica che uscirà fuori dalle urne vedrà formare
un governo PD-Monti che e’ chiara continuità con le passate gestioni politiche,
viste le facce. Tuttavia questa compagine non e’ più fragile di quanto poteva
essere quella di un precedente governo degli ultimi 20 anni. Si pensi alle
differenze sulle false liberalizzazioni tra i due schieramenti con Monti che
chiede la testa del responsabile economico del PD Fassina (a ragione secondo
me). Quanto dura un governo cosi’? Un anno, forse qualcosina in più poi torniamo a votare di nuovo con
questa legge elettorale che farà cementificare i nuovi delfini mandando in
pensione i nonni, senza che il sistema politico sia cambiato davvero.
Dall'altro lato queste elezioni potrebbero anche rappresentare il punto di
svolta per l’Italia. La crescita scordatevela, meno tasse pure, non accadrà . Il
2013 sara’ come, se non peggio del 2012. Il gettito fiscale e’ inferiore alle
stime e quindi il mancato incasso dovrà esser preso da qualche parte (10
miliardi di manovra o più). Le tasse che hanno fatto forza nel 2012, l’IMU,
fara’ ridurre i consumi più quest’anno piuttosto che l’anno passato a causa di
una reazione ritardata della popolazione alla tassazione: si riduce il consumo
a favore della tassazione dopo che il pagamento e’ stato effettuato. L’economia
e’ allo stremo e il discontento continuerà a crescere piuttosto che recedere.
In tutto questo chiunque fuori dal duo PD-Monti e’ accomunato dalla soluzione “uscire dall'Euro”
Il pericolo reale e’ che questi partiti facciano, indipendentemente dall'essere di destra o di sinistra, fuori dal parlamento, quello che non sono
in grado di fare da dentro perché politicamente non amalgamabili. Chiamare gli
Italiani alle urne con un quesito referendario sull'Euro il cui esito e’
incerto, ma che recenti pools indicavano come quasi il 50% degli Italiani fosse
a favore dell’uscita dall'Euro.
L’Italia purtroppo non ha bisogno degli imbalsamatori, dei conservatori e
templari dello status quo. L’Italia non ha neanche bisogno di uscire dall'Euro, perché non e’ l’Euro il problema, ma e’ il malgoverno della nostra economia il
problema. Se il gommista non ti monta la ruota bene, non e’ la gomma che va
sostituita, ma il gommista. Quando i tempi finanziari erano rosei avremmo
potuto allungare la vita del debito pubblico di 5 anni almeno, finanziandoci a
tassi fissi bassissimi e riducendo al minimo se non annullando la possibilità
della crisi. Se non lo abbiamo fatto non e’ colpa dell’Euro, e’ colpa nostra,
dei nostri politici. Sono loro da cambiare, non la valuta.
E adesso signori miei, con queste prospettive andrete a votare, turandovi
forse il naso, non sapendo che nessuno dei papabili e’ ciò di cui l’Italia ha
bisogno: qualcuno che riformi il paese realmente. Qualcuno che cambi il sistema
politico (grazie ad una legge elettorale normale e riforme) e che rivisiti la
parte fisco/tributaria del paese. Nominare Einaudi non e’ un caso, le sue
politiche furono radicali, cosi’ come oggi dovrebbero esserle per l’Italia. L’italia
necessita di una riforma strutturale del sistema impositivo, del sistema redistributivo e dell’utilizzo di risorse volte alla crescita del paese. In
altre parole l’Italia necessita di un nuovo risorgimento. Per fare questo
bisogna essere abili e non ottusi, citando Einaudi, non si può essere mai né liberisti, né interventisti, né socialisti ad ogni costo; ogni problema darà
luogo ad una soluzione sua propria, dettata da un appropriato calcolo di convenienza.
Il sistema impositivo italiano e’ chiaramente iniquo. E’ un groviglio
inestricabile anche per un’Azzecca Garbugli E’ mal gestito in quanto ad ogni
entrata da tasse inferiore alle attese fa seguito una nuova tassa. Il problema
non e’ da dove si prendono i soldi, e’ come si prendono.
Risolvere questo problema non e’ semplice, ma e’ chiaro che, sempre citando
Einaudi, “semplificare il groviglio delle imposte sul reddito e’ la condizione
essenziale affinché gli accertamenti cessino di essere un inganno, anzi una
farsa. Affinché i contribuenti siano onesti, fa d’uopo anzitutto sia onesto lo
Stato. Oggi, la frode e’ provocata dalla legge”
Il sistema fiscale va in qualche modo riscritto. Chi per partito preso
nomina o prende a calci la patrimoniale dovrebbe un attimo pensare bene a cosa
sia e cosa si vorrebbe ottenere da essa. La patrimoniale [clicca qui permaggiori info] se usata per l’eliminazione del groviglio fiscale, consentirebbe,
oltre alla semplificazione del sistema fiscale,
anche un immediato riequilibrio del gettito tra imposte dirette e
indirette riducendo le seconde e redistribuendo equamente il carico fiscale
delle prime tra reddito e rendita generata dal patrimonio. L’Italia farebbe un
passo che gli consentirebbe di recuperare quel terreno perso nei passati 20
anni perché’ risorse economiche verrebbero liberate a favore di spesa, consumi
ed investimenti.
Invece no, ancora una volta saremo condannati alla sopravvivenza, per altri
20 anni almeno, finché i delfini di oggi saranno i vecchi di domani che
traghetteranno, ancora, l’Italia, nelle mani della sopravvivenza per il popolo
e degli allori per i governanti il cui falso litigio quotidiano e’ parte dello
show trasmesso in TV e raccontato ogni giorno sui giornali, con cui la
popolazione viene illusa ed affamata.